Rubilandia.it - Alla scoperta di nuove terre

Registrati   |   Login

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

V A L E N C I A

Contatta gli autori via e-mail

     
Una città che affonda le sue radici nella storia e nelle tradizioni, che oggi è proiettata nel futuro.

Venerdì 24 ottobre 2008

E…dulcis in fundo! Il meglio l’avevamo lasciato per ultimo! Oggi avremmo visitato la futuristica, la modernissima, la straordinaria Città delle Scienza. Dopo aver fatto colazione nei pressi della fermata della metro Colon, in fondo a Calle Don Joan de Austria, ci siamo diretti al Mercato di Colon (di Colombo), un altro mercato cittadino,  più  moderno  dell'altro,  costruito   in

Mercado Colòn

stile liberty.  Al suo interno, una scala mobile conduceva al piano interrato, dove erano ubicati altri negozi e botteghe.

Qui abbiamo acquistato del prosciutto e del formaggio caprino, quindi abbiamo lasciato il mercato, proseguendo verso i giardini del Turia.

Il Turia è il grande fiume di Valencia, le cui acque in passato sono state di fondamentale importanza per la città, ma anche causa di distruzione e di forte disagio per ripetuti straripamenti avvenuti nella storia. Tanto che, dopo l’ultima grande inondazione del 1957, si decise di deviarne il suo corso.

Attualmente, il letto del vecchio fiume è stato trasformato in parco (Jardin del Turia). In esso vi sono giardini, impianti sportivi, fontane. Ed in fondo, in prossimità della foce, dove il letto del fiume diventa visibilmente più ampio, sorge la Città della Scienza. Il Turia, che lungo il suo antico corso sfiora il centro storico, che resta alla sua destra, giunge alla sua foce dopo alcuni km., lungo i quali si snoda tutto il centro urbano. La città, infatti, conta circa 800.000 abitanti e si sviluppa su un’area molto vasta. Più ponti collegano la riva destra a quella sinistra.  

Il tempo non era un granché; a tratti piovigginava. Raggiunti i Giardini del Turia, abbiamo proseguito a piedi nel parco. Una bella passeggiata lungo questa arteria che inverosimilmente  attraversa la città. Finché non abbiamo iniziato ad intravedere le prime architetture futuristiche scaturite dal genio calatraviano. Eravamo giunti alla Ciudad de las Artes y las Ciencias, un’insieme di edifici ed attività dedicati alla divulgazione scientifica e culturale.

Dapprima abbiamo incontrato il Palau de les Arts, un grande edificio dedicato alle manifestazioni artistiche. Il suo interno è suddiviso in quattro spazi, ognuno con diverse ambientazioni scenografiche. Questo opera colpisce soprattutto per lo stile architettonico molto originale, difficile da descrivere, scaturito dall’ingegno di Calatrava. Al suo interno, vari ascensori conducono a diverse altitudini, da cui è possibile ammirare la città da più punti di vista. Ma quel pomeriggio c’era in programma uno spettacolo, quindi non è stato possibile visitarlo.

Palau de les Arts

Poco più avanti, il secondo edificio: l’Hemisferic, che si presenta come un grande occhio, con tanto di ciglia e globo oculare, che funge anche da schermo gigante per le innumerevoli proiezioni cinematografiche. Pare che l’effetto ottico che ne deriva sia straordinario, in quanto amplificato da uno specchio d’acqua che si trova alla sua base.

Al suo interno, pare che la particolarità sia dovuta al grande schermo concavo su cui avvengono le proiezioni, che sovrasta gli spettatori.

L’Hemisferic

Altro edificio presente in questa cittadella è il Palazzo del Museo de las Ciencias Principe Felipe, in cui sono esposte tutte le novità scientifiche e mostre espositive, sempre a tema scientifico. L’edifico ha una forma somigliante ad un gigantesco dinosauro, dai colori alquanto sbiaditi. Soprattutto per sottrarci al vento ed alla pioggia, abbiamo deciso di trascorrere un po’ di tempo nel Museo, ma sinceramente, lo stesso risulta essere più interessante per bambini, che non per adulti. Tuttavia, alcune cose incuriosiscono e, anche, divertono.

Museo de las Ciencias
Principe Felipe

Una volta fuori, ci siamo soffermati su una panchina in una zona coperta, quindi abbiamo mangiato le nostre baghette col prosciutto e formaggio.

All’ingresso del Museo della Scienza abbiamo fatto un unico biglietto cumulativo con l‘Oceanografico, altro opera edificata da Calatrava nella cittadella, in quanto sicuramente più conveniente.

L’Oceanografico è molto ampio ed ospita davvero un’infinità di esseri viventi acquatici, suddivisi in settori che rappresentano i diversi continenti. E’ particolarmente impressionante il tunnel di vetro, nel quale sembra di poter toccare anche squali di varie dimensioni e specie, che con i loro sguardi terrorizzano i visitatori. Qui, nonostante il tempo avverso, abbiamo assistito anche ad una spettacolare esibizione di delfini. Il parco acquatico è molto ampio, di certo, uno dei più ampi d’Europa.

Oceanografico

Oltre all’Oceanografico, altre opere erano in costruzione nella cittadella. In particolare, si intravedeva già il pilone del Pont de l’Assut de l’Or, un grande ponte modernissimo ad unica navata, con un unico pilone altro ben 125 metri, che risulta essere il punto più alto di Valencia, e l’Agorà, una grande piazza coperta, inaugurata l’anno successivo, in cui oggi si svolgono convention ed eventi sportivi come l’Open di Tennis della Comunità di Valencia. Ma l’intera area in cui oggi sorgono queste ultime opere erano ancora un immenso cantiere, quindi non era neanche possibile avvicinarsi.

Abbandonando l’area del letto del Turia e risalendo a livello della strada, siamo entrati nella quinta struttura presente nella cittadella: l’Umbracle. Più che un edifico, questa appare come una grande terrazza panoramica da cui è possibile ammirare la sottostante Città della Scienza. Circa 300 metri di passerella lungo la quale possono essere ammirate tantissime specie floreali e piante. L’intera struttura è protetta da una serie di archi, che la fa apparire simile ad una serra o ad un giardino d’inverno.

Intanto, eravamo sulla via del ritorno, ammirando, affascinati, questa volta dall’alto, i vari edifici presenti nella Cittadella della Scienza, che risulta oggi essere l’attrazione turistica più importante ed interessante di Valencia.
 

L’Agorà e Pont de l’Assut de l’Or
( in costruzione nel 2008 -  oggi finite)

L’Hemisferic e, dietro,
 il Palau de les Arts

L’Umbracle

Stanchissimi, abbiamo preferito tornare in centro con un autobus, quindi siamo rientrati a casa.

Ma alle 21,00 circa, di nuovo fuori! Questa sera ci attendeva il Ristorante Casa Roberto, appena fuori dal centro storico, ma facilmente raggiungibile a piedi, dove avremmo mangiato una delle migliori paelle di Valencia. Chiaramente, anche questo ristorante era stato selezionato su Internet, dopo un’attenta valutazione delle recensioni postate al riguardo. Dopo un po’ che eravamo seduti, ci siamo resi conto che non c’erano più tavoli vuoti e che, quindi, avevamo corso il rischio di non trovare posto. Chiaramente, abbiamo ordinato una paella di marisco ed una brocca di sangria. Per finire, crema catalana. La cena è stata eccellente, la paella davvero squisita ed il ristorante lo consigliamo vivamente. Abbiamo speso un po’ più della media, ma ne è valsa la pena. E poi ci siamo divertiti un sacco. Per tutta la serata abbiamo osservato un cameriere che, ogni qual volta usciva dalla cucina, faceva una giravolta, se non due, arrivava in sala, mirava il tavolo da servire, quindi partiva spedito. Avrà avuto 55 anni circa. Era veloce, una trottola, un ballerino, e si  divertiva anche lui.


 


 

 

 

 
 
   

 

 

 

 

 

 

 

 


Copyright © 2013 - 2014 by Rubilandia.it - All Rights Reserved
Created and updated by Nicola Di Modugno @ dien@libero.it
Prato - Italy